CHI SIAMO

Il Coordinamento Genitori Democratici è un'associazione nazionale che, ispirandosi ai valori di laicità, democrazia, libertà e uguaglianza della costituzione repubblicana, promuove nella famiglia, nella scuola e nella società il pieno riconoscimento del diritto delle bambine e dei bambini, delle adolescenti e degli adolescenti ad essere considerati persona, a crescere in piena autonomia, salute, dignità e favorisce l'affermazione di una nuova cultura dell'infanzia e dell'adolescenza. Il C.G.D. promuove la cultura della pace e della non violenza e opera per fini di solidarietà e di promozione culturale, sociale e umana nella consapevolezza che i problemi dell'infanzia e dell'adolescenza possono essere risolti solo nella prospettiva di un diverso rapporto tra il nord e il sud del mondo, di un comune impegno per la difesa della natura e dell'ambiente, del rispetto e della valorizzazione delle diversità etniche, culturali e religiose, del pieno riconoscimento dei diritti dei deboli e degli svantaggiati.

venerdì 18 giugno 2010

Lettera di una mamma alla gelmini.....

Gentile Ministro Gelmini,

l’altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l’ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un privilegio, sono rimasta basita.

Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell’educazione, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale.

Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo lei avvocato ed io no.

Certo, dato che lei, ora paladina della regionalizzazione, si è abilitata in “zona franca” (quel di Reggio Calabria), perché più facile (come da lei con un’ingenuità e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre.

E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto, e poi parliamo d’educazione. L’astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me, hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri. Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti integralmente. Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l’anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un privilegio, è un’eresia. Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido “aziendale” al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di comprendere, ha a che fare con file d’attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per babysitter superiori a quelli della propria retribuzione.

Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell’astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un

DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.

Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se dovrebbe suggerirle qualcosa.

Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se è necessaria una piccola premessa doverosa.

Lei come tante donne, crede che l’essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio. In realtà, per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata più propriamente SCIENZE DELL’EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione lei non sembra possedere. Le potrei parlare della teoria sull’attaccamento di Bowlby, dell’imprinting, e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi più accessibili. Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le specie non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO Non è una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta. Procreare, infatti, implica delle responsabilità precise, è una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.



Sbaglia chi crede che l’arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita.

Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non è un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo. Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura.



Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di sé. Bambini affamati di attenzioni, perché non gliene è stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioè i primi mesi di vita. L’idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materno e un biberon della tata, è solo nostra. Ciò non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati. Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l’acido folico, per prevenire la “spina bifida”. I bambini hanno nette percezioni, già nel grembo materno. L’idea, che se piangono non si devono prendere in braccio “perché si abituano alle braccia”, è un luogo comune. Le “abitudini” arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora è tutto amore. Non è un caso che studi recenti, riabilitano il cosleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell’allattamento a richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, già dai primi giorni di vita, non solo é antisociale, perché una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma è un comportamento al di fuori delle più elementari regole umane e naturali.

Poi è anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessità assoluta.



Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.

Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessità) e tornare con comodo da sua figlia. Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che lei non conosce. Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma “fresca”, che gli dedichi la massima attenzione. Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo colpite da sindrome di sovraffaticamento



E non è vero che è importante la qualità e non la quantità:



• perché la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.

• perché un bambino non dovrebbe scegliere tra qualità e quantità, almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.



Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non può permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilità di contagio presenti in un nido. Infatti, è scientificamente provato che i bambini, che vanno al Nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono più soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario. Poi per carità, si può obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma è come dire ad un medico, che giacché si è avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non è vero che il fumo fa male.



Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si può fare molto, per favorire una crescita armoniosa, già dalla prima infanzia,

se non addirittura durante la gravidanza. E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serietà, cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui “studiare non è poi così importante”, prendendo Renzo Bossi come esempio. Si dovrebbe impegnare di più nell’analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il paese. Perché forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, “non poteva arrecare grossi danni”, soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un’intera generazione. Un’ultima cosa, lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.

mercoledì 14 aprile 2010

LETTERA DEL BENEFATTORE CHE HA PAGATO AD ADRO LA RETTA DELLA MENSA DEI BAMBINI SOSPESI

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film "L’albero degli zoccoli". Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)
Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il "commercio".
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare "partito dell’amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che sbagliano".
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
Il sonno della ragione genera mostri.
Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E chi semina vento, raccoglie tempesta!
I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

venerdì 5 febbraio 2010

INFORMAZIONI SULLE ISCRIZIONI

Grave situazione della scuola italiana

Gentili genitori,
Questa lettera viene inviata contemporaneamente a migliaia di genitori delle scuole statali per rendere pubblica la grave emergenza finanziaria e gestionale in cui si trovano le scuole del nostro Paese, nel tentativo di fare chiarezza sulle cause e sulle conseguenze di questa emergenza.

Le cause dell’emergenza:
• Dall’inizio del 2009 (e fino al 31 agosto) lo Stato non ha erogato neanche un euro per il funzionamento quotidiano delle scuole.
• Dal corrente anno i fondi per pagare le supplenze sono stati ridotti del 40%.
• Sono stati erogati meno soldi per i corsi di recupero che sono obbligatori.
• Le scuole statali italiane aspettano dallo Stato circa un miliardo di euro per spese legittimamente affrontate negli anni passati e mai rimborsate.
• Aumento del numero di allievi per classe e di fatto nessuna riduzione in presenza di bambini con disabilità.
• A questa situazione si aggiungono i pesanti tagli del personale docente e del personale ATA (bidelli e amministrativi). In Umbria : 571 docenti in meno già da questo anno scolastico ( circa il 9%) e 221 bidelli ed amministrativi in meno. Tutto questo nonostante l’aumento degli alunni iscritti.
• La riduzione degli organici determina la frantumazione delle cattedre soprattutto là dove il tempo offerto è maggiore di quello autorizzato.

Le conseguenze sui vostri figli:
• Riduzione delle ore di scuola e/o orari non consoni ai tempi di apprendimento dei bambini e dei ragazzi.
• Riduzione delle compresenze che compromette le possibilità di recupero scolastico, di realizzazione dei progetti educativi e delle attività di laboratorio e a piccoli gruppi, nonché le uscite didattiche.
• Scuole costrette a chiudere i laboratori di informatica, a lesinare le fotocopie, a rescindere i contratti di assistenza, impossibilitate a svolgere il lavoro amministrativo, ad offrire l’assistenza durante la mensa o in alternativa, a chiedere finanziamenti ai genitori.
• Azzeramento dell’ora alternativa all’insegnamento della religione.
• Alunni che rischiano di restare senza supplente per un gran numero di ore e quindi di essere smistati nelle altre classi.
• L’aumento degli allievi per classe produce la riduzione della qualità e della sicurezza nelle aule.
• La riduzione del personale ATA implica difficoltà di funzionamento del settore amministrativo e peggioramento dell’assistenza e quindi della sicurezza nella scuola.
• La perdita di unitarietà nel progetto educativo in quanto troppe figure e per poche ore, magari marginali, interverranno sulle classi della scuola primaria (altro che "maestro unico"!).
• Riduzione dell’offerta formativa nella scuola secondaria di secondo grado (l’aumento del numero di allievi per classe ha impedito l’attivazione di molti indirizzi presenti nell’offerta formativa degli anni precedenti).
• In generale un pesante ridimensionamento dei piani dell’offerta formativa (POF) delle scuole.

Siamo convinti che la scarsa informazione sulle reali condizioni della Scuola Italiana sia uno dei motivi per cui si investe poco e male nell’istruzione e nella formazione, uniche garanzie per il futuro del Paese. Per cambiare questa situazione abbiamo bisogno di Voi e del Vostro sostegno.
Le nostre scuole fino ad ora hanno fatto di tutto per garantire il diritto allo studio e, nello stesso tempo, il contenimento della spesa. Ma nelle attuali condizioni le due cose non sono più conciliabili.
La Scuola è di tutti noi in quanto genitori, cittadini, lavoratori, operatori. Vi invitiamo allora a diffondere questo appello con tutti i mezzi a disposizione e a sostenere con la vostra presenza e il vostro consenso le iniziative che verranno promosse nelle prossime settimane in difesa della qualità della scuola pubblica. E’ importante intervenire prima che sia troppo tardi, non solo per impedire gli ulteriori tagli già previsti, ma anche per recuperare il molto che è stato già tolto alla scuole italiana e al futuro dei nostri figli.

Grazie fin d’ora per il vostro sostegno

martedì 19 gennaio 2010

FIRMIAMO PER FERMARE LA "RIFORMA" DEL LICEO SCIENTIFICO

Appoggiamo quanto scritto dai docenti del liceo scientifico di Pisa
per firmare andare su www.firmiamo.it

La riforma della scuola secondaria superiore procede a tappe forzate per poter entrare in vigore nell'anno scolastico 2009 - 2010.
Ma si tratta di una vera riforma?
Siamo docenti del liceo scientifico “U. Dini” di Pisa, che a partire dagli anni '70 ha messo in atto un processo di rinnovamento e sperimentazione che gli ha consentito di “indossare” a buon diritto l'aggettivo che lo qualifica: una sperimentazione di Scienze, l'introduzione del Piano Nazionale Informatica per la Matematica prima e poi per la Fisica hanno costruito un quadro orario che ha tentato di rimediare al forte squilibrio esistente nella scuola gentiliana fra sapere umanistico e sapere scientifico, in modo da poter fornire agli studenti una preparazione completa e più rispondente alle richieste della società attuale, fortemente permeata di cultura scientifica. Tutto ciò è avvenuto senza rinunciare alla caratteristica di licealità, cioè senza trasformare l'impianto culturale della scuola curvandolo verso obiettivi ed interessi più applicativi, ma prefigurando invece una tipologia di studente in uscita pronto a proseguire gli studi nell'Università sia in ambito scientifico che umanistico.
La "riforma" che ci attende è destinata a distruggere tutto questo: delle diciassette ore settimanali che il nostro liceo vedrà sparire nel quinquennio ben dodici saranno di materie scientifiche (il quadro orario del biennio passerà da 32 ore settimanali a 27, quello del triennio da 32/33 a 30). Sparirà dal biennio del liceo l'insegnamento della Fisica che il PNI prevedeva, si perderà un'ora di Matematica in ciascuna classe del triennio, e subiranno tagli anche le Scienze (tre ore settimanali nell'arco del quinquennio). Si tornerà al grigiore di un liceo scientifico simile a quello gentiliano, con la differenza che quello fu istituito nel 1923, quando forse non era così palese, come invece è oggi, il bisogno di cultura scientifica per il nostro Paese.
Nessuno potrebbe affermare che oggi si possa fare a meno di una crescita rapida e diffusa della conoscenza scientifica, non solo per i valori di spirito critico, libertà di opinione, rispetto della razionalità che essa porta con sé, ma anche per le ricadute in termini di benessere, possibilità economiche, dignità a livello internazionale che da essa derivano. Questa opinione comune non trova corrispondenza in alcuna delle scuole che la proposta di riforma ci mette davanti.
Noi riteniamo infatti che in Italia mancherà una scuola scientifica pubblica di buon livello, si chiuderanno definitivamente e senza averle sottoposte a vaglio critico tutte le sperimentazioni, quelle inutili, ma anche quelle utili e necessarie, quali erano ad esempio i PNI. Gli esiti possibili sono due: un Paese che diminuisce la sua preparazione scientifica media, già inferiore a quella di molti altri paesi, oppure un Paese che fa passare la sua preparazione scientifica attraverso scuole di eccellenza, ma non pubbliche.
Nessuna di queste due alternative ci piace. Chiediamo a chi ha il potere di decidere le sorti della scuola di riflettere sul passo che si sta per compiere e di pensare a ipotesi diverse.

30% ALUNNI STRANIERI

DUBBI SULLA CIRCOLARE GELMINI
La circolare ministeriale che fissa al 30% la presenza di alunni stranieri nelle classi è il solito provvedimento di facciata non supportato da una seria riforma.
Le scuole dovranno individuare gli alunni in esubero e “consigliare”loro di migrare verso altra scuola e non è detto che sarà la meno lontana quella che potrà accoglierli. Chi provvederà al loro trasporto gratuito ,visto che i bambini stranieri vanno a piedi alla scuola del proprio quartiere ?
Come si risolverà il problema nei piccoli centri?
E’certo che si integrerà un bambino che ha frequentato la scuola d’infanzia in un quartiere e nel momento dell’inserimento nella scuola elementare verrà allontanato dai suoi compagni e dal suo? territorio ? Tutti concordiamo sul fatto che non debbano esistere scuole ghetto, ma forse gli immigrati non dovrebbero essere meglio integrati e non esistere quartieri ghetto?
Probabilmente accadrà che molti bambini stranieri non ottempereranno “all’obbligo scolastico” (non più diritto-dovere) .
Per quanto riguarda il potenziamento della lingua italiana ,(cosa buona e giusta) ma a costo zero ,come si concilierà con i tagli agli organici e ai fondi delle scuole?
Tutto questo non porterà un domani molto prossimo a forti tensioni sociali? , Certamente chi “ dall’alto,” democraticamente, decide tutto per noi, saprà anche darci risposte rassicuranti in grado di prolungare il letargo delle nostri menti
Angela Caputo

martedì 24 novembre 2009

Dal prossimo anno i libri di testo alle elementari non saranno più gratuiti!!!!

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Il Governo ha soppresso con la Finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell'obbligo, «l'ultimo scippo del Governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali». Lo rende noto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, chiedendo l'immediato intervento del ministro Gelmini.«Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo. La gratuità dei libri nella scuola elementare - ricorda la parlamentare - è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse". Ci sono poi due aspetti gravi di questo ennesimo colpo di mano. Da un lato - osserva Ghizzoni -. "Il governo taglia ancora una volta risorse fondamentali per la scuola e il diritto allo studio e non ha nemmeno il coraggio di farlo alla luce del sole, semplicemente non rinnova lo stanziamento di risorse stabilito dal centrosinistra nel 2007. Dall'altro lato l'esecutivo non toglie il diritto, ma intende scaricarne l'onere sulle famiglie e sugli enti locali».
Secondo l'esponente del Pd, se la Finanziaria non verrà cambiata, «i Comuni verranno privati dello stanziamento e, in base alla leggi vigenti, saranno costretti a erogare i libri gratuiti alla scuola primaria a loro spese». «Non possono scaricare tutti i tagli di Tremonti sui cittadini e sugli enti locali già in difficoltà. Ancora una volta la maggioranza- conclude - si riempie la bocca col federalismo e poi vara misure centraliste che deprimono gli enti locali, ormai considerati dei bancomat dalla maggioranza».

giovedì 22 ottobre 2009

20° Anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell'Infanzia Convegno:

Programma Convegno

“… E allora noi???...”
Ventesimo anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia

20 e 21 Novembre 2009
Terni – Palazzo Gazzoli


Con il patrocinio di:
Regione Umbria,
Provincia di Terni
Comune di Terni

Realizzato con il contributo del Ce.S.Vol di Terni, all’interno del Bando per la presentazione di Convegni e Seminari del 2009.

Organizzazioni Proponenti

Movimento Infanzia
Coordinamento Genitori Democratici
Legambiente Stroncone
Legambiente Terni
Genitori si Diventa
Arciragazzi Castelli in Aria
Fish Terni
Apav


Nei paesi del sud del mondo i diritti dei bambini non sono tutelati per carenze e povertà, mentre da noi può accadere che un eccesso di stimoli produca disattenzione verso i reali bisogni dei bambini e delle bambine. Per questo la rete delle associazioni organizza il Convegno “…E ALLORA NOI ???..” col fine di sollecitare l'istituzione di un Osservatorio Provinciale sull'infanzia e l'adolescenza e di favorire l' interlocuzione con il Garante Regionale dell'Infanzia, già previsto dalla vigente legislazione regionale. La metodologia del convegno sarà strutturata su lavori di gruppo con una modalità orizzontale e partecipativa.










Venerdì 20 Novembre


Ore 09.00 Registrazione partecipanti

Ore 09.30 Apertura Lavori
Coordina ed introduce
Lamberto Briziarelli – Professore di Igiene e Profilassi, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università
degli Studi di Perugia. Osservatorio Provinciale per la Salute e l’Ambiente

Ore 10.30 Interventi

Gianfranco Lamperini – Presidente del Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Terni

Simone Guerra – Assessore alle Politiche Giovanili, Istruzione e Cultura del Comune di Terni

Monica Dalmonte - Dirigente Scolastica Orvieto, Circolo Didattico “L. Barzini”

Francesca Moroni – Responsabile Attività Interculturali Casa del Sole, Arciragazzi Amelia - Ragazzi migranti: il percorso della Rete prendiamoci per Mano

Vanessa Pallucchi – Presidente nazionale Legambiente Scuola e Formazione

Leopoldo Di Girolamo – Sindaco del Comune di terni

Ore 12.30 Formazione dei gruppi di lavoro

Ore 13.00 Pausa pranzo

***

Ore 15.00 Apertura gruppi di lavoro ( presso la Scuola “Vittorio Veneto” )

 Inclusione scolastica, apprendimento, rapporti scuola-famiglia
Scuola inclusiva che accoglie la diversità in tutte le sue forme. Come trovare strategie e forme per comunicare e crescere insieme.
 Partecipazione: spazi urbani, tempi di fruizione, tempo libero e sport
Bambini alla ricerca di una città attenta sicura accogliente: opportunità e partecipazione dei più giovani alle decisioni.
 Genitorialità consapevole

Ripensare le figure genitoriali, tra nuove consapevolezze e nuove assunzioni di responsabilità.

 Stili di vita, salute, affettività
Le buone pratiche per una formazione globale, quale premessa e condizione alla cura del sé, degli altri, del futuro, del pianeta.


 Ascolto dei bambini nei servizi e nei luoghi della normalità

Come accompagnare bambini e adolescenti alla scoperta della propria identità: diritti e diritti negati tra sofferenze non riconosciute e proiezioni degli adulti.


 Bambini e Mass Media – Le nuove tecnologie: rischi ed opportunità
Dentro il sistema globale della comunicazione non solo virus e anticorpi elettronici per lo sviluppo consapevole dell’individuo.
Ore 19.00 Chiusura del lavoro per gruppi


Sabato 21 Novembre

Ore 09.00 Apertura dei Lavori

Coordina

Lamberto Briziarelli

Angela Nava – Presidente Nazionale Coordinamento dei Genitori Democratici

Ore 09.30 Report dei Gruppi di Lavoro

Ore 11.00 Dibattito

Ore 12.00 Interventi

Marcello Bigerna – Assessore alle Politiche Sociali e Volontariato della Provincia di Terni

Damiano Stufara – Assessore alle Politiche Sociali ed Abitative della Regione Umbria

Delio Angeletti – Dirigente Servizi Sociali del Comune di Narni

Stefano Federici – Responsabile Distretto Socio-Sanitario Terni (ASL n° 4)


Ore 13.00 Conclusioni

Lamberto Briziarelli

Si Ringraziano

Dott.ssa Elisabetta Mascio, Direttrice del Circolo Didattico “Mazzini,” per la cortesia e la disponibilità degli spazi

Sezione soci IperCoop di Terni Coop Centro Italia

Per informazioni

BLOG http://foruminfanziaterni.blogspot.com

Tel: 3899978165 oppure 3409281317

venerdì 16 ottobre 2009

LA MIA SCUOLA HA 200.000 EURO DI DEBITI

La scuola dei miei figli ha un debito di 200.000 euro!!!

Non è in cattiva compagnia perchè TUTTE LE SCUOLE DI ITALIA hanno chi più chi meno lo stesso debito. In effetti è un credito ovvero è lo Stato, il Ministero che deve  tali somme alle scuole del territorio, soldi già impegnati che dovrebbero coprire contributi vari di supplenze già fatte dal 2006 ad oggi.Questi soldi non arrivano dal 2006 e si comincia a pensare il peggio, ossia che non arriveranno MAI PIU'. QUEST'ANNO INOLTRE NON E' ARRIVATO NEANCHE IL FONDO MINISTERIALE PER LE NORMALI ATTIVITA' DELLA SCUOLA- FIS  (leggi fra l'altro non ci sono i soldi per i supplenti) e quindi con circa 15.000 euro nel conto dell'Isituto poco ci si può fare.
Sono circa 120 euro di debito a studente a cui si deve sommare la cifra mancante per il 2009 del FIS e alle normali carenze croniche di soldi della scuola..........

E NOI GENITORI CHE POSSIAMO FARE??
Informare, non arrenderci, credere ancora nella scuola pubblica per i nostri figli, partecipare alle riunioni e far sentire la nostra voce, partecipare ai consigli di istituto quali rappresentanti

giovedì 24 settembre 2009

COSA ABBIAMO TROVATO A SCUOLA IL 14 SETTEMBRE

Il tanto temuto giorno è alla fine arrivato.
Il 14 settembre i nostri figli sono tornati a scuola.
Cosa hanno trovato??
Tanti amici sorridenti .....
Le stesse strutture, dipinte di fresco grazie al lavoro estivo dei collaboratori scolastici, evidentemente non così fannulloni....
aule piccole al limite della sicurezza...
insegnanti pronti ad iniziare un anno sicuramente non facile...

Alla primaria il tempo pieno ha retto abbastanza bene il colpo anche se delle compresenze non vi è più traccia, alcune ore insieme sono state salvate da difficilissimi incastri di orari (penso che il dirigente scolastico ormai è principalmente un esperto di logistica) ma spesso non sono le stesse insegnanti a trovarsi insieme ma diverse ed estranee al percorso didattico della classe
e il POF??
Delle tante belle parole fatte ai genitori a gennaio dell'anno scorso poco è rimasto, ad oggi non si sa nulla di certo, le attività aggiuntive si faranno se gratuite o forse se arriverà qualche finanziamento, certo è che la SCUOLA E' SEMPRE PIU' POVERA
e ciò non dovuto alla recessione mondiale ma alle scelte scellerate fatte da questo governo...

Peggio è andata al tempo normale: La quasi totalità dei genitori delle nuove classi ha scelto il modello a 30 ore ma per avere ciò si sono trovati con 5 insegnati che si alternano, non mi sembra un gran miglioramento!!!

Alle medie inferiori l'orario è cambiato, anche lì addio allle compresenze, addio ai laboratori espressivi, ci sono ore di 50 minuti(???) e classi di 32 alunni

Poveri i nostri figli

PERCHE' NON IMITIAMO IL GIAPPONE??

Roma , 24/09/2009
Scuola, perchè non imitiamo il Giappone
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di Pietro Greco - L'Unità


L'Unità - giovedì 24 settembre 2009 - pag. 15

Ricerca, l'esempio che viene dall'Asia

Scuola, perchè non imitiamo il Giappone

di Pietro Greco

Tagli per 8 miliardi euro, per 132.000 posti di lavoro tra docenti e non docenti, per un numero indefinito di classi e, persino, di interi plessi in piccoli paesi. Ha ragione Dario Franceschini: quello avviato da Mariastella Gelmini non è un piano di riforma della scuola, è un tentativo di suicidio del paese. Un tentativo di suicidio lucido, organico, determinato. Che si accompagna a tagli altrettanto imponenti per l’università (1,5 miliardi di euro nei prossimi anni) e a una forte erosione degli investimenti in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico.

L’obiettivo sembra chiaro: l’Italia affronta la crisi economica congiunturale con una scelta strategica di lungo periodo: rinuncia, senza combattere, a entrare nella società e nell’economia della conoscenza. Rinuncia al futuro, appunto.
Una strategia che è in netto contrasto con quella di altri paesi. Perché tutti gli altri paesi non nutrono dubbi. Tutti gli altri paesi stanno affrontando la crisi non tagliando, ma incrementando fortemente gli investimenti pubblici in educazione e ricerca. La Svezia – il paese al mondo che investe di più nel «pacchetto conoscenza» – spenderà nei prossimi anni 1,5 miliardi di euro in più nell’università. Nuove risorse per l’alta educazione e la ricerca sono state decise da governi di destra e di sinistra in Danimarca, in Francia, in Spagna.

Gli Stati Uniti di Obama hanno deciso di investire 80 miliardi di dollari nei prossimi due anni per la scuola pubblica (e 20 miliardi di dollari in più per la ricerca pubblica). Ma è dal Giappone che viene l’indicazione più forte. Una indicazione programmatica cui dovrebbe prestare grande attenzione la sinistra di tutto il mondo, Italia compresa. Nei progetti di Yukio Hatoyama, primo ministro designato, e del partito democratico che ha vinto le elezioni nell’arcipelago nipponico la scuola è una priorità strategica.

Il governo di Tokio dovrà tagliare le spese e Yukio Hatoyama ne è consapevole. Ma pur nelle ristrettezze di bilancio il leader del centrosinistra ha annunciato che aumenterà le risorse pubbliche per la scuola, conferendo l’equivalente di 2.400 euro ogni anno alla famiglia di ogni studente per l’intero corso di studi, dalle elementari alle superiori. È un progetto concreto di rilancio del welfare state che in più contiene unmessaggio preciso per i ragazzi e i giovani giapponesi: istruitevi, perché il vostro futuro individuale e il futuro dell’intero paese è nella conoscenza.

Perché in Italia il centrosinistra non oppone ai tagli di Mariastella Gelmini e di Giulio Tremonti una proposta analoga, magari meno economicamente sostanziosa, ma altrettanto semplice e chiara: 1.000 euro ogni anno alla famiglia di ogni studente per l’intero corso di studi, dalle elementari al diploma di maturità

giovedì 10 settembre 2009

LA SCUOLA PRIMARIA DELLA GELMINI, ANNO 1°
I nostri figli costano troppo
MENO SCUOLA PER TUTTI E PER TUTTE!

TAGLIO DEGLI ORGANICI E “MAESTRO UNICO”
Hanno ridotto il numero dei docenti: 16 000 in meno in tutta Italia, 45 solo nella nostra provincia. La riduzione proseguirà inesorabile nei prossimi due anni fino ad ottenere i 30.000 tagli previsti. Anche gli specialisti di inglese sono destinati a sparire: ogni maestra/o dovrà insegnare inglese dopo un corso di 200 ore. Anche il personale ATA è stato fortemente ridotto: i tagli a livello nazionale sono stati 15.000 mentre 30.000 sono quelli previsti per i prossimi due anni. Per l'anno che inizia oggi non sempre viene rispettata la regola di un docente di sostegno ogni 2 alunni diversamente abili e di un docente per ogni alunno gravemente disabile.
Obiettivo primario del ministro: imporre il maestro unico per ottenere il risparmio previsto dalla legge finanziaria (8 miliardi di Euro in 3 anni; per intenderci esattamente la metà di quanto ci costeranno i 131 cacciabombardieri JSF acquistati dal nostro paese).
Ma è possibile ritornare oggi alla formula del maestro “tuttologo” di cinquant’anni fa? Le mobilitazioni di genitori e insegnanti hanno sostanzialmente bocciato il modello del maestro unico (meno del 3% di richieste in tutta Italia) e anzi è aumentata
la richiesta di Tempo Pieno.
MENO TEMPO SCUOLA, MENO SOSTEGNO E ZERO COMPRESENZE
Prosegue inesorabile anche la riduzione del tempo scuola e del sostegno ai bambini e alle bambine con disabilità. Nella maggior parte delle classi il Tempo Pieno viene privato delle ore di compresenza, che saranno destinate a coprire i tagli e le supplenze. Togliere le compresenze vuol dire impedire laboratori (ad esempio quelli di informatica, impossibili da gestire da una sola maestra con 27 bambine/i), uscite (per legge 1 adulto ogni 15 bambini) e attività di recupero! In molte scuole è ormai impossibile attuare anche i modelli orari di 30 e 33 ore (ex modulo), quelli più diffusi al di fuori delle grandi città.
Il Tempo Pieno non è una formula oraria, è un modello didattico-pedagogico!
Se la scuola riduce l’orario settimanale dovrà per forza insegnare di meno.
Lo scorso anno 230.000 genitori hanno firmato domande di iscrizione “integrative” in cui hanno richiesto le 40 ore, il doppio organico e 4 ore di compresenza. Queste domande sono state consegnate al Ministero.
AFFOLLAMENTO
Per “risparmiare” oltre 4800 insegnanti in tre anni, dal prossimo anno si potrà arrivare a 27 alunni per classe.
Sarà sempre più difficile realizzare interventi adeguati su tutti gli alunni e
ampliare l’offerta formativa.
TAGLI AI BILANCI DELLE SCUOLE
Lo scorso anno le scuole non hanno ricevuto il contributo dallo Stato per pagare le spese di ordinaria gestione. Materiale di cancelleria, fotocopie, spese telefoniche, materiale di pulizia ecc. spesso sono stati finanziati dai contributi “volontari” (sic!) dei genitori. Tutte le scuole hanno bilanci drammaticamente in rosso e vantano crediti nei confronti dello Stato.
I fondi per le supplenze sono stati tagliati di oltre il 50%. I/le maestri/e assenti per malattia non verranno sostituite. Ciò compromette gravemente il normale svolgimento dell’attività didattica e lede il diritto allo studio dei bambini e delle bambine.
Quanti soldi ci chiederanno ancora per supplire alle carenze del Ministero?

LA SCUOLA DELLA GELMINI È PENSATA PER RISPARMIARE:
GENERERÀ MENO CULTURA E MENO SAPERI.
MA SI PUÒ RISPARMIARE SUL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI E DEL NOSTRO PAESE?

NOI NON CI STIAMO!


TENETEVI INFORMATI, TENIAMOCI IN CONTATTO!

COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI

venerdì 17 luglio 2009

Cosa si potrebbe fare con 15 miliardi di EURO!!!!!

STOP F-35!
Campagna di mobilitazione per fermare la produzione dei cacciabombardieri JSF-F35
Dai la caccia al caccia!
-SCHEDA –
le alternative al JSF
Con i oltre 15 miliardi di euro complessivi del progetto per il JSF si potrebbe:
Costruire 3.000 asili nido!
Costo 1 miliardo di € con beneficiari 90.000 bambini da 0 a 3 anni e 50.000 famiglie
Posti di lavoro creati: 20.000
Mettere in sicurezza 1.000 scuole!
Costo 3 miliardi di € con beneficiari 380.000 studenti
Posti di lavoro creati: 15.000
Installare 10 milioni di pannelli solari!
Costo 8,5 miliardi di € con beneficiarie 300.000 famiglie
Posti di lavoro creati: 80.000
Dare indennità di disoccupazione di 700 € per 6 mesi ai precari con reddito inferiore
ai 20.000 €
Costo 2,5 miliardi di € con beneficiarie 800.000 persone
oppure (al posto di quest’ultima)
Ristrutturare il centro storico dell’Aquila, 5.000 case inagibili, l’ospedale e la casa
dello studente
Costo 2,5 miliardi di € con beneficiarie 30.000 persone
Posti di lavoro creati: 2.000

Con i 100 milioni di euro di un singolo cacciabombardiere JSF si potrebbe:
Acquistare 20 treni per pendolari!
Costo 100 milioni di € con beneficiarie 20.000 studenti
Posti di lavoro creati: 1.500
Acquistare 5 Canadair per servizio antincendio!
Costo 100 milioni di € con beneficiaria un’area di 200.000 abitanti

Per info e materiali: www.sbilanciamoci.org - www.disarmo.org/nof35
campagna Sbilanciamoci! - Rete Italiana per il Disarmo

martedì 14 luglio 2009

Adesione alla manifestazione nazionale del 15/07/09

COMUNICATO STAMPA


Come il resto d'Italia anche il nostro territorio è stato investito dall'ondata di pesanti tagli della scuola pubblica. Tagli che a settembre vedranno disattese buona parte delle scelte fatte dai genitori, che vedranno classi sovraffollate con buona pace delle norme sulla sicurezza e sullo “spazio minimo vitale” contro la legge 104, che vedranno penalizzati laboratori, attività integrative e di sostegno per la soppressione delle compresenze, in alcuni casi concrete difficoltà a far funzionare le scuole dei piccoli centri per l'assenza del personale ATA e che comunque condurranno ad una dolorosa riduzione dei servizi. Queste saranno solo alcune delle emergenze che ci troveremo a dover affrontare a causa di una non- riforma che colpirà tutti ma in particolar modo le fasce più deboli, pertanto noi del coordinamento genitori democratici di terni, da sempre fautori di una scuola pubblica, laica, di qualità, una scuola di tutti e per ciascuno, aderiamo alla manifestazione del 15 luglio a Roma per sollecitare la società civile, il mondo della politica le istituzioni affinché, per salvare il futuro dei nostri figli e del Paese, blocchino le manovre di affossamento della Scuola e dell'Università. Noi riteniamo che per uscire dalla crisi non si possa passare attraverso il tagli delle risorse.

ANGELA CAPUTO

mercoledì 17 giugno 2009

SCUOLA MEDIA DE FILIS IN AGITAZIONE

La scuola media De Filis, con la pubblicazione degli organici di diritto da parte dell’Ufficio scolastico Provinciale, si è vista negare , per l’anno scolastico 2009-2010, due prime, una di tempo prolungato e una di indirizzo musicale a fronte di un numero di iscritti (44 per il tempo prolungato e 41 per il musicale) che prevedevano tranquillamente 4 prime.
Alla luce degli organici pubblicati circa 30 famiglie si sono viste negare il diritto di avere per i propri figli l’indirizzo scelto.
I genitori del Consiglio d’Istituto, i genitori dei ragazzi rimasti senza classe e con l'appoggio anche del Forum che riunisce Genitori Democratici, Genitori si diventa e Movimento Infanzia, hanno scritto il 5 giugno al dirigente dell’Ufficio scolastico Provinciale , chiedendo spiegazioni per le due prime mancanti.
Dopo la lettera l'ufficio Provinciale aveva richiesto un’ ulteriore nota informativa al dirigente scolastico della De Filis, puntualmente inviata.
Lunedì 8 giugno è stato effettuato un incontro tra il Dirigente dell’Ufficio Scolastico e la vicaria della De Filis nel quale è stato riconosciuto il diritto ad avere le due prime scomparse.
Martedì 9 giugno il Dirigente dell’Uffico scolastico Provinciale ha incontrato i sindacati.
Venerdì 12 giugno esce l'organico di diritto e la De Filis non ha le due prime promesse !
Alla lettera inviata al Dirigente dell’Ufficio scolastico Provinciale e mandata anche a quello Regionale, non è stata data alcuna risposta.
Come genitori non intendiamo desistere, chiediamo almeno che rispondano ai nostri quesiti e ci spieghino perchè, anche contraddicendo la circolare ministeriale n. 38, si penalizza una scuola con il più alto numero di studenti non italiani, con una significativa presenza di ragazzi portatori di handicap e con un POF che incontra la fiducia e il favore dei genitori.

Scriveremo ancora per chiedere risposte e per essere ricevuti di persona.

Oggi pomeriggio, alle 18,30 presso scuola media De Filis si terrà un incontro tra genitori per scrivere insieme questa seconda lettera e decidere anche come procedere se non verremo né ricevuti né ascoltati.

Progetto "HELP CENTERS"

Il Coordinamento Genitori democratici di Terni condivide ed appoggia il PROGETTO PER LA CREAZIONE di “HELP CENTERS” proposto dal Movimento per Infanzia sezione Terni

PREMESSA.
Il Movimento Infanzia sezione di Terni per prevenire ogni forma di violenza o abuso sui bambini ed adolescenti, ma anche per supportare le mamme che lavorano e tutte le famiglie che vogliono rendere più autonomi i loro ragazzi adolescenti,
propone
la creazione di una rete di sostegno nel cuore della città coinvolgendo tutti i cittadini proprietari di bar, negozi, librerie, farmacie, centri di aggregazione, parrocchie, sale giochi, affinché i cittadini più sensibili e capaci di accoglienza ed empatia possano divenire responsabili del benessere dei minori specialmente in situazioni di emergenza.
EMERGENZE
Le emergenze per un bambino possono andare dalla perdita dell’autobus, allo sbucciarsi un ginocchio correndo, in un continuum che può arrivare fino alle minacce di venire picchiato dai compagni o da un bullo più grande di età; l’incontro con un pedofilo al parco o sulla via di ritorno verso casa;
uno spacciatore vicino la scuola.
Pertanto i ragazzi che hanno timore e paura hanno bisogno di protezione.
Per questo motivo proponiamo gli HELP CENTERS che sono luoghi pubblici i quali espongono fuori un marchio ben visibile a tutti con l’immagine colorata di due bambini.
L’HELP CENTER.
Questo luogo che espone fuori bene in vista il marchio colorato dichiara:
“Dove siamo noi sei al sicuro”
Quando un bambino o un ragazzo si trova in una situazione di emergenza o semplicemente strana o bizzarra che lui o lei non capisce deve scappare o trovare un luogo dove ci sono adulti possibilmente molti adulti che possano farlo sentire protetto.

COME SCEGLIERE I PARTNERS

I partners coinvolti nel progetto, devono essere idonei e disposti ad aiutare i bambini in caso di bisogno.
Ogni partner sottoscrive un obbligo personale e morale ed ottiene un adesivo che viene applicato di fronte alla porta del suo negozio visibile ai bambini. All’interno del negozio sono a disposizione i numeri di emergenza che possono servire come : Pronto soccorso
112 , 113, 118 ecc.
In questo modo i bambini in caso di necessità e bisognosi di aiuto possono rifugiarsi nei negozi contrassegnati ed essere certi di trovare soccorso da parte di persone competenti ed “empatiche”.
Il simbolo dell’Help center è molto importante per i bambini ed i ragazzi e costituisce un deterrente contro pedofili o spacciatori.

ITER PER LA REALIZZAZIONE

1. Segnalare negozi ed attività con il simbolo “HELP CENTER”.
2. Formare con tale coinvolgimento un “contro-fronte”verso potenziali soggetti che tendono al reato.
3. Coinvolgimento della politica, scuola, economia e della cittadinanza contro l’indifferenza verso i bambini.

FORMAZIONE DEGLI ESERCENTI

- Contatto con le Associazioni di categoria (Confcommercio, confartigianato)
- Scelta degli esercenti volontari tramite un’intervista.
- Formazione degli esercenti con un breve corso tenuto da psicologi e giuristi esperti
- in tematiche riguardanti l’infanzia.

SENSIBILIZZAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA.

Per ottenere dei risultati positivi occorre pubblicizzare l’idea del progetto presso tv locali, radio, circoscrizioni, ufficio scolastico provinciale ed altre sedi interessate come le scuole.
Dare come punto di riferimento a chi è interessato a partecipare il nostro sito in internet ed un numero telefonico di riferimento.

giovedì 11 giugno 2009

PROPOSTE AL FUTURO SINDACO

Nell’ottica di una città amica e accogliente attenta alle esigenze delle famiglie e del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, chiediamo al candidato sindaco:

  • una maggiore sinergia tra istituzioni, servizi e professionisti che si occupano di età evolutiva
  • un tavolo permanente di partecipazione a livello di zona sociale e distretto sanitario con la rappresentanza significativa dell’associazionismo del territorio e delle famiglie
  • di rilanciare un intervento continuativo di prevenzione del comune in rete con ASL scuole e famiglie tendente ad influenzare precocemente gli stili di vita così importanti nel determinazione della salute del cittadino
  • di vigilare ed essere solidale con i dirigenti scolastici affinché nella fase della formazione delle classi non vengano superati i numeri massimi, neanche di un’unità, previsti dai parametri strutturali e dalle leggi vigenti
  • di sollecitare l’erogazione dei fondi previsti dal piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici ed il controllo dell’agibilità degli spazi vitali
  • sostenere le famiglie in un momento di grave difficoltà economica e sociale offrendo
    moduli orari flessibili nella scuola dell’infanzia che prevedano un prolungamento dell’attività pomeridiana
  • accesso ai servizi mensa per gli alunni iscritti alla scuola primaria che frequenteranno il modulo 27/30 ore
  • istituzione di un albo baby sitter qualificate che possano essere facilmente contattate dal centro famiglia il Mosaico

    Il coordinamento genitori democratici sente come primaria la necessità di difendere una scuola pubblica, inclusiva e di qualità e chiede anche al candidato sindaco di schierarsi apertamente con le famiglie ed il mondo della scuola affinché le scelte dei genitori del tempo pieno e delle 30 ore non vengano disattese subordinandole alla logica del risparmio e non venga meno il diritto dei nostri figli a frequentare la scuola avendo insegnanti che siano nelle condizioni di occuparsi di loro, di rispondere ai loro bisogni e necessità e di attuare un progetto didattico costante e significativo. Tutto ciò non potrà essere garantito a partire dal nuovo anno scolastico con il taglio delle ore, delle compresenze e dei fondi previsti per il normale svolgimento delle attività scolastiche. Crediamo che un patto di alleanza sancito tra il sindaco, le istituzioni, la scuola e le famiglie possa essere un argine alla destrutturazione in atto della scuola pubblica al fine di rafforzare nel nostro territorio la cultura della democrazia della solidarietà e delle pari opportunità per tutti.

sabato 28 marzo 2009

Autonomia risorse e qualità: la SCUOLA di cui il paese ha bisogno

L’impegno del CGD e del Movimento per l’infanzia negli ultimi 6 mesi è stato prevalentemente rivolto ad una formazione dei cittadini e dei genitori su quelle che sarebbero state le conseguenze della legge Gelmini sulla scuola, sui nostri figli e di conseguenza sulle famiglie.
Ci siamo impegnati in manifestazioni, assemblee, raccolta di firme, campagne iscrizioni e abbiamo richiesto ed ottenuto, insieme ad altre associazioni, un Consiglio Comunale aperto sull’argomento.
Una mobilitazione che ha visto fianco a fianco insegnanti-genitori-studenti-dirigenti scolastici-sindacati-amministratori locali.
L’atteggiamento di rifiuto del dialogo e del confronto da parte del governo, ci ha obbligato a difendere la scuola “in blocco”, anche se siamo consapevoli che molti sono gli aspetti su cui potrebbe essere migliorata, nella consapevolezza che la scuola che si sta delineando, un provvedimento dopo l’altro, è di gran lunga peggiore di quella attuale.
Nonostante ciò questa è stata una mobilitazione per la qualità della scuola, sostenuta da quella che potremmo chiamare la scuola “invisibile” insegnanti seri e preparati, genitori attenti e disponibili, ragazzi che chiedono una scuola migliore per poter studiare meglio.

Il 28 febbraio si sono chiuse le iscrizioni, i genitori hanno fatto le loro scelte: oltre il 90% ha richiesto le 30 ore settimanali e il tempo pieno ma oggi che l’organico di diritto va a confermare le decisioni già prese dal governo ed esplicitate nei regolamenti attuativi, ci troviamo di fronte a 37000 cattedre in meno per il prossimo anno in tutta Italia e a Luglio con gli organici di fatto si prevedono ulteriori 5000 tagli; l’Umbria per ora vedrà diminuire 510 posti di lavoro nella scuola. Questi dati vanno a confermare quanto sostenuto fino ad oggi:
che la riforma è solo una manovra economica
che la possibilità di scelta data ai genitori era solo un modo ingannevole per prendere tempo nel momento in cui la protesta dei genitori, degli insegnanti, dei sindacati si era fatta pressante.

A questo punto abbiamo due possibilità: o accettare passivamente le imposizioni del governo o portare avanti ad oltranza una campagna in difesa delle scelte fatte dai genitori partendo da una nuova raccolta di firme che sarà effettuata nelle scuole con l’aiuto di quanti vorranno aderire (scuole, sindacati, associazioni…) dove:

Þ Ribadiremo le nostre scelte di tempo lungo e di qualità,
Þ Chiederemo trasparenza sui criteri usati nell’assegnazione degli organici affinché non ci siano scuole di seria A e serie B.
Þ Chiederemo che vengano rispettate dal governo le autonomie scolastiche dando alle scuole le necessarie risorse per permettere l’attuazione dei piani d’offerta formativa.

Come genitori dobbiamo richiedere con forza che le associazioni professionali di dirigenti ed insegnati trovino il modo di individuare alcune linee, minime ma comuni, su cui lavorare, per garantire un’offerta il più possibile uniforme e di qualità su uno stesso territorio, come già avviene in molte nostre scuole che stanno lavorando in rete.
Sosteniamo inoltre la necessità che Enti locali e regionali debbano intervenire affinché le scelte dei genitori non vengano disattese e in un momento in cui poco si parla della conciliazione dei tempi e che soprattutto le donne, con faticosi equilibrismi cercano di conservare quel lavoro che sta diventando sempre più precario, crediamo che sia necessario trovare delle soluzioni condivise per sostenere concretamente le famiglie.
Come: l’offerta di moduli orari flessibili nella scuola materna pubblica che prevedano anche un prolungamento delle attività pomeridiane, l’accesso ai servizi mensa per gli alunni iscritti alla scuola primaria che frequenteranno il modulo a 27/30 ore, l’istituzione di un albo di baby sitters qualificate che possano essere facilmente contattate anche attraverso il Centro famiglia Mosaico.

La scuola italiana non è ancora riuscita nel suo compito di emancipare tutti i propri allievi dalle situazioni socio economiche di partenza, tutte le ricerche più recenti confermano che frequentano con successo l’università i ragazzi che provengono dal liceo i quali sono figli di genitori con un’alta scolarità. La scuola ha bisogno di cambiare.

Sarebbe bello pensare ad una scuola che cambia, che si aggiorna:

Perché è giusto che lo faccia, il mondo evolve, la scuola non può fermarsi.
Perché si interroga, si mette in discussione, sperimenta, si confronta, cerca soluzioni nuove
Invece siamo di fronte ad una scuola che CAMBIA PER DECRETO, PERCHE’ DEVE COSTARE DI MENO, CAMBIA PERCHE’ LO DICONO I SONDAGGI………….
una scuola che vuole sembrare più seria, più severa e sarà invece solo una scuola più selettiva e più ingiusta..
e non è finita qui in quanto siamo ancora più preoccupati per il disegno Aprea, in discussione nelle varie commissioni in questi giorni, che sotto la cifra della libertà di scelta delle famiglie, destruttura la scuola della Costituzione e delle Repubblica che ha l’obbligo di istituire scuole di ogni ordine e grado sul territorio.

La scuola che si va delineando è una scuola più povera, più rigida, delegittimata e quindi più fragile.
Ma come si coniugherà questo con la crisi che il nostro paese ha appena iniziato ad affrontare? Da una parte situazioni di incertezza, povertà economica con tutto ciò che ne consegue, dall’altra una scuola trincerata dietro i voti numerici, il maestro unico……

Sono altre le risposte che meritano i bambini e i ragazzi di oggi e di domani; risposte fatte di cultura, di senso, di futuro.
Il mondo della scuola ha davanti una scommessa grande dalla quale dipende il futuro del nostro paese.

Come genitori non possiamo non fare la nostra parte.

Questa situazione motiva una volta di più la presenza dei “genitori democratici” all’interno della scuola, a sostenere che la scuola deve essere di qualità per tutti, indipendentemente dalla famiglia e dalla regione in cui si è nati.